| Crisi e difesa: per il PE convergenza e sviluppo sono la soluzione |
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| Lunedì 19 Dicembre 2011 |
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Su questo tema, e soprattutto sulle possibili risposte dell'Unione Europea al problema, il Parlamento Europeo riunito a Strasburgo ha adottato, lo scorso 14 dicembre, il rapporto a cura di Krzysztof Lisek (PPE, Pl) che, analizzando l'impatto della crisi finanziaria sulla difesa, propone come unica soluzione la convergenza delle capacità a livello europeo e un'attenzione maggiore alla ricerca e allo sviluppo. Se il punto di partenza della politica estera e di sicurezza comune è l'adozione di misure preventive che evitino il ricorso all'intervento militare, è allora necessario porre fine agli sprechi e razionalizzare le risorse disponibili con la creazione di sinergie tra gli Stati membri, “agendo meglio e con meno”, per usare le parole dell'Alto Rappresentate per la Politica Estera Catherine Ashton, presente in aula per il dibattito. La condivisione delle capacità, inoltre, non deve essere considerata come la soluzione di breve periodo al momento di crisi, ma come una regola da seguire d'ora in avanti per edificare una risposta europea efficiente e coesa; i settori nei quali il pooling & sharing può trovare applicazione, ottimizzando le risorse, inoltre, sono davvero numerosi: trasporto strategico e tattico, logistica, assistenza medica, sorveglianza marittima, capacità di intelligence, manutenzione, educazione, formazione e tanti altri ancora. L'Unione Europea deve inoltre migliorare le proprie operazioni scegliendo in modo chiaro i propri obiettivi, ed è per questo che sarebbe utile un libro bianco che consideri gli interessi e gli obiettivi dell'UE congiuntamente alle risorse disponibili. Ciononostante, non va sottovalutato il ruolo dell'Agenzia Europea per la Difesa, a cui spetta il decisivo e fondamentale compito di individuare il modo migliore per coordinare la difesa in Europa. L'azione dell'Unione Europea, come è stato affermato anche dal Consiglio europeo affari esteri del primo dicembre, si deve basare su strategie coerenti e su basi giuste e commentando proprio le conclusioni del consiglio, Roberto Gualtieri, pur esprimendo rammarico per le numerose aspettative del Parlamento che sono state deluse, soprattutto sul versante delle capacità di pianificazione e di condotta, ha comunque esternato la sua soddisfazione per lo sventato rischio di un abbandono totale della PESD. La difesa e la sicurezza restano due temi capitali nelle politiche dell'UE e, in considerazione del fatto che la maggioranza delle attività in queste aree sono strategiche e svolte su lunghi periodi, l'Europa non può permettersi ritardi e, ancora peggio, chiusure individualiste.
Per saperne di più: Link al testo del rapporto Lisek approvato in plenaria il 14 dicembre 2011 |
Blog di Roberto
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La crisi finanziaria globale sta inevitabilmente portando gli Stati membri a ridurre la loro spesa pubblica e il settore della difesa ne risulta di conseguenza necessariamente colpito, col grave rischio che la compressione non coordinata aggravi ancor di più una situazione difficile.