| Scheda sul settimo Progamma Quadro |
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Cos’è un Programma quadro Sin dal 1984, le attività relative alla ricerca e all’innovazione dell’Unione europea sono raggruppate nei cosiddetti programmi quadro. Si tratta del principale strumento finanziario e legale per realizzare lo Spazio europeo della ricerca (SER), un impegno che l’UE ha sottoscritto con la firma del Trattato di Amsterdam e che è stato poi sviluppato dalla Commissione europea nel 2000. Le politiche sulla ricerca e l’innovazione sono considerate ormai una priorità per l’UE, soprattutto in seguito al lancio nel 2000 della Strategia di Lisbona: ricerca, innovazione e istruzione costituiscono, infatti, il cosiddetto “triangolo della conoscenza”, attraverso il quale l’Unione europea dovrebbe riuscire a coniugare dinamismo economico e modello sociale. I programmi quadro avevano inizialmente una durata di quattro anni. Quello attuale, adottato nel dicembre 2006 dal Parlamento europeo e dal Consiglio su proposta della Commissione (che nel redigere tale proposta prende in considerazione anche le opinioni espresse dalle altre istituzioni europee, dagli Stati membri e dagli gruppi interessati, come la comunità scientifica e gli istituti di ricerca), è stato previsto per un periodo più lungo (dal 2007 al 2013). Il suo obiettivo principale è migliorare lo Spazio europeo della ricerca e di favorire gli investimenti nazionali per poter raggiungere l’obiettivo del 3% del PIL. Il Settimo programma quadro, memore delle critiche rivolte ai PQ precedenti, presenta importanti differenze rispetto al passato: è più esteso e complesso e si prefigge degli obiettivi più ampi (che verranno descritte di seguito).
Chi decide come vanno spesi gli stanziamenti destinati alla ricerca? Come vi si accede? Come si è detto la Commissione presenta la proposta al Consiglio e al Parlamento europeo, ai quali spetta il compito di votare e adottare il PQ. La Commissione è invece responsabile della sua attuazione. Non esistono “quote nazionali” per la concessione degli stanziamenti. La partecipazione al Settimo programma quadro è aperta tanto a organizzazioni (università, centri di ricerca, multinazionali, PMI, enti pubblici) quanto ai singoli individui (provenienti da qualunque parte del mondo). Per sapere chi può richiedere i finanziamenti e quali sono le modalità scarica la Guida pratica alle opportunità di finanziamento dell’UE per la ricerca e l’innovazione. Come funziona il Settimo programma quadro Il Settimo programma quadro è organizzato in quattro programmi specifici, che corrispondono ai quattro obiettivi principali della politica di ricerca europea. Ovvero: Cooperazione: incentivare la cooperazione fra strutture di ricerca (università, centri di ricerca, industrie ecc.) europee al fine di accrescere il ruolo dell’Europa nel campo scientifico e in quello tecnologico. Questo programma è suddiviso in nove temi: salute; prodotti alimentari, agricoltura e biotecnologie; tecnologie dell’informazione e della comunicazione; nano scienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzione; energia; ambiente (compresi i cambiamenti climatici); trasporti (compresa l’aeronautica); scienze socioeconomiche e scienze umane; sicurezza e spazio. : il Settimo programma quadro prevede la costituzione del Consiglio europeo della ricerca (CER) [http://erc.europa.eu/], il cui obiettivo è finanziare ricerche e stimolare l’eccellenza scientifica. : incentivare la mobilità dei ricercatori europei. Questo obiettivo si riferisce soprattutto alle azioni Marie Curie. [http://ec.europa.eu/research/fp7/understanding/marie-curieinbrief/home_it.html] Capacità: questo obiettivo mira a rafforzare le capacità di ricerca dell’Unione europea, attraverso la promozione di infrastrutture per la ricerca, la cooperazione regionale e internazionale. Il bilancio destinato al Settimo programma quadro ammonta a oltre € 50,5 miliardi, di cui € 32,4 miliardi per il programma cooperazione, € 7,5 miliardi per l’obiettivo idea, € 4,7 miliardi per le persone e € 4,1 miliardi per il programma capacità. Inoltre € 1,7 miliardi sono stati destinati al Centro comune di ricerca (CCR) per le azioni non nucleari. La maggior parte di questi fondi sotto forma di sovvenzioni ai ricercatori in Europa e altrove, e servirà a cofinanziare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e i progetti dimostrativi. Le sovvenzioni saranno assegnate in base alle proposte inviate e a una procedura di valutazione tra pari con una forte concorrenza. Pertanto, una caratteristica chiave del Settimo programma quadro, che lo differenzia dai Fondi strutturali, è l'assenza di stanziamenti fissi nazionali o regionali. |
Blog di Roberto
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