Acqua contaminata: interrogazione di Gualtieri a tutela della salute dei detenuti PDF Stampa E-mail
Lunedì 19 Dicembre 2011

carceri1L'allarme di contaminazione da arsenico nell'acqua potabile emerso quest'anno in ben 128 comuni italiani – 92 dei quali laziali – entra in collisione con la decisione della Commissione del 28 ottobre 2010 che respinge parzialmente all'Italia la deroga al consumo di acque potabili con alti contenuti di metalli pesanti e, oltretutto, desta molta preoccupazione sia per i migliaia di residenti dei comuni colpiti, sia per i numerosi detenuti dei principali istituiti penitenziari del Lazio, dove ad essere a rischio sono circa 6.500 carcerati.

E' stato infatti rilevato che le acque alterate, seria  fonte di rischio di insorgenza di tumori, sono correntemente erogate nelle carceri di Latina, Paliano, Velletri, Civitavecchia e Viterbo, dove i detenuti hanno come unica alternativa quella di acquistare acqua imbottigliata a prezzi molto elevati.

Alla luce di questa situazione insostenibile che non solo non rispetta le norme sul trattamento dei detenuti, ma anche quelle che tutelano la salute umana, Roberto Gualtieri ha presentato un'interrogazione scritta alla Commissione per sapere, sulla base della Carta dei diritti fondamentali e dell'art. 6 del Libro Verde sull'applicazione della normativa dell'UE sulla giustizia penale nel settore della detenzione, cosa la Commissione intenda fare in proposito.

La risposta della Commissione, arrivata lo scorso 5 dicembre, prende atto del problema e, sottolineando che in effetti la direttiva sull'acqua potabile non fa alcuna distinzione tra categorie di consumatori, ricorda che entro febbraio 2012 tutti gli Stati membri dovranno presentare alla Commissione “delle relazioni sulla qualità delle acque destinate al consumo umano in riferimento al periodo 2008-2010” e sarà dunque sulla base di queste relazioni che la Commissione potrà decidere se agire con provvedimenti specifici, anche in riguardo all’acqua erogata nelle carceri.

Un riconoscimento importante, dunque, da parte della Commissione e, soprattutto, un segnale di apertura che può offrire prospettive di tutela maggiore ai diritti dei detenuti.

 

Per saperne di più:

Link al testo dell'interrogazione presentata da Roberto Gualtieri

Link al testo della risposta della Commissione

 

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